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Qualche tempo fa abbiamo pubblicato sul mensile "L’Estrazione del Lotto" un articolo in cui disquisivamo sulla possibilità, a quanto pare tutt’altro che remota, e da taluni indicata con la soluzione di tutti i problemi (!) che l’attuale sistema di estrazione dei numeri cambi in favore della meccanizzazione dello stesso. Ci sembra opportuno riportarne i passi fondamentali, ampliarlo con altre riflessioni e pubblicarlo anche sul nostro sito a beneficio di quanti non lo avessero letto sulle pagine della suddetta rivista.

 

-MACCHINE E CASO-

Estrazioni elettroniche: un falso progresso.

 

L’avvento del computer non v’è dubbio abbia rivoluzionato il modo di fare ricerca. Ciò in tutti i campi, dalla scienza all’economia, non escluso ovviamente quello che ci riguarda più da vicino, cioè il gioco del Lotto. Basti pensare al tempo occorrente per una seppur minima ricerca statistica su eventi accaduti o non, in un arco di prove più o meno lungo. Ma le cose non sono propriamente andate come si pensava una ventina di anni fa quando, sull’onda dell’entusiasmo del momento, molti credevano che questa velocissima macchina di calcolo potesse svelare in qualche modo il futuro. In una parola, che fosse capace di fare "previsioni". Così non è stato e chissà se lo sarà mai. Progressi da allora ce ne sono indubbiamente stati, ma questi non riguardano certo la capacità della macchina di fornire predizioni sul futuro, in quanto l’opera dell’uomo risulta ancora indispensabile nel fornire ad essa gli algoritmi da seguire. In pratica il computer calcola ancora ciò che l’uomo vuole che esso calcoli: da solo è un perfetto analfabeta. E’ indubbio però che senza l’ausilio della straordinaria capacità di calcolo dei computer certe cose sarebbero ancora rimaste nell’ombra. Sequenze di calcoli che una volta necessitavano di anni per poter essere attuati, oggi con il computer non richiedono che pochissimi secondi. Riportandoci alla ricerca sul gioco del Lotto, parliamo della possibilità ad esempio di analizzare in pochi minuti (se non secondi!) fenomeni particolari discernendoli da masse enormi di dati. Tanto per fare qualche esempio, pensate alla fatica che avrebbe dovuto fare un ricercatore d’altri tempi per ricavarsi i dati relativi alle frequenze e ai ritardi di ognuno dei 90 numeri o, peggio ancora, di ciascuno dei 4005 ambi (per non parlare dei 117480 terni e così via!), magari su tutte e dieci le ruote: letteralmente inumana! Il computer quindi è determinante per la catalogazione e l’analisi dei dati, ma tocca poi al ricercatore interpretare correttamente ciò che gli ha restituito la macchina e sintetizzare il tutto, finanche con una previsione. Molti, anche di recente, hanno auspicato che le estrazioni del Lotto in futuro possano essere effettuate attraverso macchine elettroniche e non più mediante sorteggio manuale (che ne direste della "lavatrice" che combinò quel pastrocchio qualche anno fa con la Lotteria Italia?). Ebbene, questa ipotesi ci trova in totale dissenso. A coloro che affermano che bisogna eliminare qualsiasi intervento dell’uomo facciamo notare un particolare molto semplice: le macchine non sono in grado di pensare da sole. Esse necessitano di un algoritmo tale da permettere loro di generare una sequenza di numeri (algoritmo che non può che essere originato dalla mente e dalla mano dell’uomo…). Insomma si finirebbe per tornare al punto di partenza e, anzi, si passerebbe da un potenziale pericolo quantomeno "visibile" (chiunque può assistere alle estrazioni presso le sedi preposte alle operazioni) ad un altro certamente invisibile. Pensate alla ridda di sospetti che si scatenerebbe intorno ai numeri che tardano ad uscire. Già oggi quando un numero tarda ad uscire, non diciamo tanto, da 120 estrazioni si cominciano a sentire le sciocchezze più assurde, tipo "il bussolotto è stato tolto!", "lo Stato sta facendo sì da non farlo uscire!": letteralmente incommentabili. Questo con il sistema attuale. Figuriamoci con le estrazioni elettroniche cosa succederebbe! Non vogliamo allargare il discorso alla definizione di casualità e pseudocasualità (magari lo faremo in seguito), perché forse finiremmo troppo lontano, ma coloro che predicano il cambiamento farebbero bene a documentarsi approfonditamente e parlare solo dopo averlo fatto. E poi, domanda ancora più innocente, perché cambiare? Perché distruggere ciò che in Italia è un vero e proprio fenomeno folkloristico di storia e tradizioni ormai secolari (se vi capita provate qualche volta ad assistere di persona alle estrazioni nella sede di Napoli e poi fateci sapere) per sostituirlo con la freddezza geneticamente insita nelle macchine? Secondo il nostro modesto parere, non può esistere miglior "braccio armato" per il Caso che la innocente mano di un bimbo bendato: la migliore garanzia che ciò che apparirà alla fine delle operazioni sarà veramente ciò che Sua Maestà il Caso aveva deciso di far palesare.

 

Antonio FIACCO